Lanzarote, arcipelago delle Isole Canarie. Siamo andati alla scoperta delle sue meraviglie disseminate per tutta l’isola, visitando grotte, esplorando giardini fino a raggiungere la vetta più alta dove, ad oggi, un vulcano ancora attivo sovrasta l’isola.

Dichiarata dall’UNESCO Riserva della Biosfera nel 1993, per via delle sue bellissime attrazioni naturali che l’architetto Manrique ha saputo ben valorizzare, comprendendo molto bene il potenziale turistico che l’isola possedeva.

Per visitare l’isola è buona cosa noleggiare un auto, così da potersi muovere in autonomia. Una buona compagnia di noleggio, già testata più volte, è la Payless:

  • offre ottimi prezzi;
  • copertura completa in caso di incidente;
  • pagamento mediante contanti;
  • nessuna caparra tramite carta di credito a titolo di garanzia.

Le migliori attrazioni dell’isola:

  • Mirador del Rio;
  • Cueva de los Verdes;
  • Jameos del Agua;
  • Jardin de Cactus;
  • la Caleta de Famara;
  • Parco Nacional de Timanfaya;
  • Las Salinas de los Clicos;
  • El Golfo;
  • la strada che da Tiague giunge fino a Yaiza;
  • le splendide spiagge nel sud dell’isola.

Esse sono disseminate su tutta la superficie dell’isola, da Nord a Sud, quindi con una decina di giorni a nostra disposizione, abbiamo suddiviso il nostro soggiorno in due: la prima parte della vacanza destinata al Nord, la seconda alle spiagge dorate del Sud.

vale la pena prendere l’auto e perdersi, vi ritroverete tra bellissimi borghi che odorano di autentico, architettura locale, cactus e un cielo blu punteggiato di cumuli bianchi

Il nostro primo alloggio si trovava a Costa Teguise, lungo la costa orientale dell’isola, presso l’ Apartamentos Sol: appartamenti spaziosi, puliti e dotati di angolo cucina, ottimo se si vuole avere la possibilità di preparare qualcosa in autonomia. Io ad esempio, in qualsiasi viaggio porto sempre con me la mia amata moka + caffè (non potrei mai rinunciare ad una tazza di caffè nostrano di prima mattina!).

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Abbiamo invece scelto come seconda base la località di Playa Blanca, alloggiando presso il Marconfort Resort: appartamenti confortevoli e dotati di tutto il necessario, bella ed ampia piscina con vista sul mare, ottima la posizione rispetto a locali e ristoranti della zona.

Day 1

Durante il primo giorno sull’isola di Lanzarote ci siamo recati verso Nord, per visitare il Jardin de Cactus (orario apertura: 10-18) un’opera di César Manrique, il quale da una vecchia cava ha realizzato un meraviglioso giardino botanico, abitato da circa 1500 specie di verse di cactus, tutte dotate di targhette descrittive.

Prossima tappa del nostro itinerario, Jameos del Agua, la prima apertura di questa caverna somiglia alla navata di una basilica. La lava fusa passò di qui nel suo tragitto verso il mare, ma l’oceano si infiltrò formando uno spettacolare lago azzurro nel cuore del Jameos. Al suo interno Manrique ha fatto edificare alcuni bar, un ristorante e una sala da concerti con 600 posti a sedere.

Cueva de los Verdes (orario apertura: 10-18), si tratta di una cavità creata dal raffreddamento di una colata lavica che dal vulcano giungeva fino al mare.

Day 2

Il secondo giorno lo destiniamo alla visita del piccolo borgo di Harìa, di cui ci colpisce il suo carattere così marocchino – bianche case basse dai tetti piani circondate da numerose palme verdi -, un fugace sguardo prima di proseguire alla volta del Mirador del Rio, da dove godere di una vista mozzafiato sulla ripida cascata di lava consolidata che precipita verso l’oceano. La parte più bella è la strada per raggiungere questo punto d’osservazione: una nera strada stretta fiancheggiata da polverosa terra rossa, una terra arida che giunge fino al mare. Ci si sente spersi nel nulla, quasi un paesaggi lunare, ma la vera bellezza di quest’isola è proprio questo: una natura ruggente tutt’intorno, e non resta che godersela fino in fondo.

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Day 3 and 4

Il terzo e quarto giorno del nostro viaggio decidiamo di destinarlo ad un’ attività che mai avevamo praticato prima d’ora: il surf. Guidiamo fino a Playa Famara, dove diversi negozi di surf noleggiano tute e tavole a buon prezzo. I più sensati potranno prendere lezione, ma noi ci siamo improvvisati divertendoci come dei pazzi!

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Day 5

C’è sempre un giorno, spesso più di uno, in cui molliamo le tappe previste e ce ne andiamo in giro senza meta. Il quinti giorno abbiamo preso l’auto e in un giorno di pioggia abbiamo percorso, casualmente la strada che da Tiague arriva fino a Yaiza, scoprendo casualmente una bellissima strada che consigliamo a tutti di percorrere: la strada del vino. Qua ammirerete una serie di vigneti molto differenti da quelli a cui siamo abituati noi; qui sfruttano il calore della terra vulcanica creando dei piccoli crateri, all’interno dei quali il vigneto cresce rannicchiata in terra.

Inoltre a Tiague vi consiglio di fermarvi a La Cantina, una piccola enoteca che offre ottimi calici di vini locali che potrete accompagnare ad un taglierie di formaggi, olive e salumi locali.

Day 6

E’ giunto il momento di spostarsi a Sud a Playa Blanca, dove abbiamo prenotato il nostro secondo resort.

Le spiagge più belle di Lanzarote si trovano qua, lungo la costa sabbiosa che da Punta del Papagayo arriva fino a Marina Rubìcon, passando per Playa Blanca; è qua che decidiamo di trascorrere il nostro primo giorno di vero mare, a pochi passi dal centro su una tranquilla spiaggia di sabbia dorata. La zona è piuttosto tranquilla in questo periodo (fine Settembre) e la spiaggia risulta essere pressoché vuota.

Day 7

Ancora affamati di natura incontaminata, ci mettiamo in macchina per visitare il famoso vulcano dell’isola, sulla vetta del Timanfaya. Arriviamo con la nostra auto alle porte del parco nazionale, paghiamo l’ingresso pari a 8€ a persona e raggiungiamo il parcheggio in cima alle Montanas del Fuego (Montagne di Fuoco). Dopo aver parcheggiato, ci mettiamo in coda per il tour in autobus all’interno del Parco.

I dipendenti del parco vi condurranno alla scoperta delle sue meraviglie, attraverso piccole dimostrazioni di quanto la terra sotto ai vostri piedi sia ancora viva: scavando pochi cm al di sotto della superficie, un cumulo di paglia andrà letteralmente a fuoco, mentre versando dell’acqua in uno dei fori scavati nel terreno tornerà in superficie un vero e proprio gaiser d’acqua bollente! Per di più il ristorante progettato da Manrique, che funge da punto panoramico sulla vasta distesa di crateri, offre ai propri clienti pollo e verdure cotti in un camino che riceve calore direttamente dal sottosuolo. La qualità del cibo non è poi chissaché, ma la vista vale la visita.

Lungo la strada del ritorno abbiamo fatto sosta alla località de El Golfo per visitare il famoso Charco de los Clicos, uno stagno di color smeraldo situato alle spalle della spiaggia e ombreggiato da rocce vulcaniche dai colori spettacolari.

Dopo circa 6 km si raggiunge la Playa de Janubio dietro cui si trovano Las Salinas de Janubio: queste saline, da cui viene estratto il sale marino, appaiono come una scacchiera di rettangoli di diverso colore e sono per questo molto suggestive.

Day 8 and 9

Gli ultimi due giorni li abbiamo destinati alla scoperta di Punta Papagayo, un tratto di costa costituito da diverse calette, separate tra loro da alte scogliere. La più famosa di queste calette prende il nome di Playa Papagayo: sabbia dorata, mare smeraldo ed acque tranquille; è raggiungibile a piedi attraverso un breve sentiero sterrato.

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Punta Papagayo fa parte di un Parco Protetto e per accedervi occorre pagare un biglietto d’ingresso.

E’ indubbiamente la spiaggia più bella dell’isola. Non appena si scorge la favolosa vista dall’alto si ha l’irrefrenabile desiderio di correre verso quella soffice sabbia.

La playa è ben lontana dall’ultimo centro abitato della zona, quindi per il pranzo o per uno snack occorre portare con sè qualcosa, soprattutto acqua per non restare disidratati. E’ presente solo un piccolo tapas bar, in cima alla salita, che vi delizierà con piatti tipici della zona ed una buonissima sangria; offre inoltre una bella vista sul mare.

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